«La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c’è più speranza.» Tiziano Terzani

Ornella Vanoni

Per affrontare la complessità crescente del reale le organizzazioni devono aumentare la cooperazione grazie alla crescita e all’equilibrio del micro-potere tra le persone e aumentare la corresponsabilità grazie all’aumento e all’equilibrio del macro-potere tra shareholders e stakeholders. In analogia alla «Legge della varietà necessaria» di Ashby per cui «solo varietà può distruggere varietà», nel libro viene proposta la «Legge del potere necessario», per cui «solo potere può contrastare complessità». Per sostenere questa tesi sono descritte le esperienze della Compagnia di Gesù e della Toyota che sono state in grado di affrontare la complessità delle loro missioni operando su self-leadership, auto-attivazione, cooperazione e corresponsabilità. La legge del potere necessario ci indica una direzione chiara: l’aumento della complessità non si affronta con soluzioni quali accentramento dei poteri e nuove posizioni di controllo, ma con un allargamento e con l’equilibrio dei poteri. Una via che riconduce alla irriducibile battaglia tra lato oscuro e lato chiaro del potere della saga cinematografica di Guerre stellari: il lato oscuro fa proprio il motto «il fine giustifica i mezzi», mentre il lato chiaro ne sottende un altro: «abbi cura dei mezzi e il fine avrà cura di se stesso».

La varietà necessaria del potere. Cooperazione e corresponsabilità come chiavi di successo delle organizzazioni di Alberto Felice De Toni e Eugenio Bastianon, Editore Guerini e Associati, Data di uscita 31 gennai 2025, pp. 168, 16,50 euro


Alberto Felice De Toni è professore emerito di Ingegneria Economico Gestionale presso l’Università di Udine. È stato preside della Facoltà di Ingegneria, Magnifico Rettore, presidente della Fondazione CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), presidente del Comitato Ordinatore della Scuola Superiore del Centro Alti Studi per la Difesa e presidente dell’Associazione Italiana di Ingegneria Gestionale. Attualmente è direttore scientifico di CUOA Business School, membro dell’Academia Europea e Sindaco di Udine.

Eugenio Bastianon è stato professore nella scuola secondaria statale. Si è laureato in Filosofia presso l’Università di Venezia, dove ha conseguito anche il master in Formazione dei formatori. Ha insegnato presso la ssis-Scuola di specializzazione per insegnanti della scuola secondaria delle Università di Venezia, Padova, Verona e iuav. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Ingegneria gestionale presso l’Università di Padova. È professore a contratto di Epistemologia della scienza e dell’ingegneria presso l’Università di Udine.

Mario Del Pero è Professore di Storia Internazionale al Centre d’Histoire di SciencesPo, Parigi. Studioso di storia degli Stati Uniti e della loro politica estera, Del Pero è autore di numerosi libri e articoli scientifici ed editorialista dei quotidiani “Il Domani” e “Il Giornale di Brescia”.

Tra le sue pubblicazioni più recenti: “Libertà e impero. Gli Stati Uniti e il mondo, 1776-2011”, “The Eccentric Realist. Henry Kissinger and the Shaping of American Foreign Policy (Cornell University Press)”, “Spiare e tradire. Dietro le quinte della guerra fredda”, Era Obama. Dalla speranza del cambiamento all’elezione di Trump”, “Buio americano. Gli Stati Uniti e il mondo nell’era Trump“.

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Intervista a Mario Del Pero del 10/10/2025 a “Quante Storie” a questo link.

Secondo alcuni l’unico vero negoziatore di pace, secondo altri un presidente che sta operando una pericolosa torsione della democrazia americana. Il divisivo giudizio sul secondo mandato di Donald Trump è al centro del dialogo tra il conduttore Giorgio Zanchini e lo storico degli Stati Uniti Mario Del Pero, in una puntata di Quante Storie che analizza il ruolo di Trump nelle trattative tra Israele e Palestina e gli effetti dell’accordo siglato ieri.

In questo libro lucido e spietato, Mario Del Pero racconta come l’ascesa di Donald Trump riveli la crisi profonda dell’identità americana, tra polarizzazione, disuguaglianze e declino democratico. Un’analisi imprescindibile per capire l’America di oggi — e il nostro futuro.

Arrivato alla Casa Bianca Trump non ha offerto alcun messaggio inclusivo; ha soffiato sul fuoco di divisioni politiche, sociali e razziali; ha adottato un linguaggio brutale e neoimperiale; e ha promosso un disegno che scuote l’ordine costituzionale e l’equilibrio tra i poteri. È espressione della polarizzazione degli Stati Uniti o stiamo assistendo a un assalto ai fondamenti della democrazia americana? Donald Trump è presidente degli Stati Uniti, e il mondo si trova a fare i conti di nuovo con la sua ascesa, questa volta meno avventata della prima, più dura e determinata. Il suo arrivo al potere non è solo il risultato di un’elezione, ma di una crisi identitaria che nessuno ha davvero affrontato e che è ora visibile in ogni sua azione, e l’ultimo atto di un processo iniziato da tempo di drastica ridefinizione dell’interesse nazionale americano. Mario Del Pero, uno dei più autorevoli americanisti del nostro tempo, analizza quello che succede oltreoceano. Ogni fase di questa amministrazione chiama in causa la storia: identità, polarizzazione, sistema politico disfunzionale, crisi economica, disuguaglianze e fratture razziali. In questo contesto, Trump non è solo un prodotto della politica statunitense, ma l’acceleratore di un declino che l’America sembra non voler riconoscere.

Buio americano. Gli Stati Uniti e il mondo nell’era Trump di Mario Del Pero, Editore Il Mulino, data di uscita 7 ottobre 2025, pp. 180, 16 euro

 

C’è una legge che lega i rapporti di coppia a quelli tra fratelli, ma anche i singoli alla collettività (leggi democrazia), i paesi e le istituzioni al mondo che gira intorno. È la legge del due e dell’uno, anzi, “Uno diviso due”, come recita il nuovo saggio di Massimo Recalcati edito da Feltrinelli. La legge che ci dice che non possiamo essere solo uno, volere tutto, avere tutto. Ma anche che l’altro c’è e non possiamo non relazionarci con lui, ma nemmeno dobbiamo pretendere di diventare un tutt’uno con lui. La non accettazione del due produce gelosia tra fratelli, violenza tra gli amanti, fino al femminicidio. La sua accettazione invece può far durare l’amore, portarci all’ammirazione per il fratello e all’amicizia sincera per il prossimo. In questa chiacchierata Recalcati ci regala anche qualcosa di molto personale: come rinasce da vent’anni il suo amore con la moglie, come cerca di avere fede nei suoi due figli, senza proiettare nulla su di loro. E perché ha scelto di diventare psicoanalista anziché filosofo. Tutto è nato su una strada d’inverno, sotto la pioggia, davanti a un terribile incidente.

Intervista di Giulia Santerini.

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Come si può allora divenire fratelli e sorelle al di là del mito della consanguineità? Come si realizza una fratellanza e una sorellanza che non siano preda dell’odio, dell’invidia o della rivendicazione aggressiva? È possibile realizzare un legame solidale discreto senza la pretesa che tutto sia condiviso, senza annullare l’esistenza separata dell’Altro, senza voler a tutti i costi costringere il reale del Due dentro il recinto chiuso dell’Uno? Il sangue non è la sostanza della fratellanza.

Questo libro indaga innanzitutto i conflitti e i tormenti che caratterizzano il rapporto tra fratelli e sorelle. Il primo moto che orienta questo rapporto non è, infatti, quello della fratellanza o della sorellanza ma quello dell’odio e dell’inimicizia. Con la nascita di un fratello o di una sorella la nostra vita si trova esposta al regime plurale del Due, all’impossibilità di essere un Uno indiviso. E la prima tendenza pulsionale dell’umano non è quella di accogliere il Due, ma quella di respingerlo, di negarne l’esistenza. Non può allora essere la Natura – la sostanza del sangue – a fondare un legame di fratellanza o di sorellanza. I fratelli e le sorelle rischiano sempre il conflitto aperto, la lotta senza esclusione di colpi, l’aggressività inesausta di una rivalità invidiosa e gelosa che sembra non conoscere alcuna pacificazione possibile.

Uno diviso due. Fratelli e sorelle di Massimo Recalcati,  Editore Feltrinelli, data di uscita 6 maggio 2025, 128 pp, 16 euro

L’ideologia tossica basata sulla competizione e l’individualismo che sta dominando il mondo, offre una rappresentazione errata della natura umana e di fatto distrugge la speranza e la visione di un obiettivo condiviso. Solo una visione positiva può sostituirla, una nuova narrazione che avvicini di nuovo le persone alla politica e tracci un percorso verso un futuro migliore, ma prima ancora sostenibile. George Monbiot mostra come i progressi in psicologia, nelle neuroscienze e nella biologia evolutiva diano un ritratto dell’uomo radicalmente diverso, quello di una specie di altruisti e cooperatori, e offre delle proposte concrete per creare una nuova politica: una politica dell’appartenenza. Sia la democrazia sia la vita economica possono essere riorganizzate dal basso verso l’alto, permettendoci di riprendere il controllo e rovesciare le forze che hanno soffocato le nostre ambizioni per una società migliore. Urgente e appassionato, provocatorio e propositivo, il libro di Monbiot fornisce la speranza e la chiarezza necessarie per cambiare il mondo.

Riprendere il controllo. Nuove comunità per una nuova politica di George Monbiot, Editore Treccani, data di uscita 18 aprile 2019, pp. 219, 21 euro

Alessandro Colombo è professore ordinario di Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Milano e responsabile del Programma Relazioni Transatlantiche dell’ISPI. È autore di vari saggi sugli aspetti concettuali delle relazioni internazionali e sulle specificità dei problemi di sicurezza regionale in Europa. I suoi libri principali sono: ‘La guerra ineguale. Pace e violenza nel tramonto della società internazionale”, “La disunità del mondo. Dopo il secolo globale”, “Tempi decisivi. Natura e retorica delle crisi internazionali”, “Il suicidio della pace. Perché l’ordine internazionale liberale ha fallito (1989-2024)“.

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Francesco Rocchetti (ISPI) e Silvia Boccardi (Will Media) parlano con Alessandro Colombo, professore all’Università Statale di Milano e responsabile dell’Osservatorio Relazioni Transatlantiche dell’ISPI, dei cambiamenti nell’ordine mondiale a cui siamo abituati.

Dopo quasi quarant’anni dalla fine della Guerra fredda, la guerra è tornata dalla periferia al centro del sistema internazionale, costringendo l’Europa e il mondo a confrontarsi persino con il rischio di uno scontro diretto tra grandi potenze. Questo disincanto è il segno per eccellenza del collasso dell’ordine internazionale: un collasso che investe i rapporti diplomatici, le istituzioni internazionali, la globalizzazione economica e le norme fondamentali della convivenza internazionale – a cominciare da quelle sull’uso e sui limiti dell’uso della forza. Da qui, allora, l’urgenza di chiedersi come sia stato possibile ricadere in questa condizione, dopo le illusioni e l’euforia di soli trent’anni fa. Rinunciando come prima cosa a contrapporre una presunta età dell’oro dell’apertura e dell’ottimismo a una regressione nella chiusura e nel risentimento. E riconoscendo come, in realtà, la condizione attuale sia in larga parte figlia delle forzature, delle amnesie e dei veri e propri errori che l’ordine internazionale liberale ha accumulato già a partire dalla sua fondazione.

Il suicidio della pace. Perché l’ordine internazionale liberale ha fallito (1989-2024) di Alessandro Colombo, Editore Raffaello Cortina Editore, data di uscita 7 marzo 2025, pp. 352, 25 euro

Eugenio Borgna

“Le parole che aiutano le persone che vivono nel dolore, o nella disperazione, non le troveremo mai se non siamo capaci di immedesimarci nelle loro emozioni, e di riviverle per quanto è possibile dentro di noi.”
Eugenio Borgna, Le parole che ci salvano.

 

Presentazione del libro di Nathalie TocciLa grande incertezza. Navigare le contraddizioni del disordine globale“.  Con la partecipazione di Vittorio Emanuele Parsi.

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Attraverso una lucida analisi del passato recente, Nathalie Tocci mette in risalto le profonde contraddizioni che caratterizzano il nostro tempo, invitandoci a riflettere sulle sfide che ci attendono e sulla necessità di imparare a convivere con la complessità del presente: «perché se c’è una cosa certa è che il mondo entrerà sempre più nelle nostre vite, anche quando vorremmo tenerlo fuori».

L’era della globalizzazione e della cooperazione internazionale è ormai da tempo in declino, un processo che negli ultimi anni ha subito una drammatica accelerazione. Da oltre un decennio, ci troviamo a fronteggiare una serie di crisi senza precedenti che stanno ridisegnando gli equilibri globali: prima la crisi finanziaria, poi quella migratoria, seguite dalla pandemia, e infine le guerre in Ucraina e in Medio Oriente. Di fronte a questa crescente incertezza, le nazioni tendono a ritirarsi in se stesse, un atteggiamento reso evidente dal ritorno dei populismi, dall’intensificarsi dei conflitti regionali e dalla crescente ostilità tra le potenze mondiali. Ci muoviamo in uno scenario internazionale di straordinaria complessità, dove cooperazione e competizione si intrecciano in modo inestricabile. In questo contesto, l’interdipendenza globale, fondata su un intricato sistema di interessi economici e commerciali, si rivela una lama a doppio taglio: da un lato, è fonte di prosperità e pace; dall’altro, genera insicurezza e tensioni crescenti. Allo stesso tempo, non esiste più una semplice dicotomia tra democrazia e autocrazia: il panorama politico odierno è fatto di mille sfumature di grigio, dove le certezze del passato cedono il passo a nuove, e spesso inquietanti, realtà. In questo libro, Nathalie Tocci ci conduce attraverso le fasi che hanno determinato la progressiva chiusura del mondo aperto al quale eravamo abituati.

La grande incertezza. Navigare le contraddizioni del disordine globale di Nathalie Tocci, Editore Mondadori, data di uscita 8 ottobre 2024, 192 pp. 18 euro


 

Nathalie Tocci è direttore dell’Istituto Affari Internazionali, part-time professor alla School of Transnational Governance dell’European University Institute, professore onorario all’Università di Tübingen e amministratore non esecutivo e indipendente della società multiservizi Acea.

I suoi attuali interessi scientifici riguardano l’integrazione europea e la politica estera europea, il Medio Oriente, l’Europa orientale, le relazioni transatlantiche, il multilateralismo, la risoluzione dei conflitti, l’energia, il clima e la difesa.

Tra i suoi libri: “Fuori dal tunnel. Come l’Europa può superare la grande crisi“, “La grande incertezza. Navigare le contraddizioni del disordine globale

Pubblica di frequente commenti sui media ed è spesso intervistata dalle principali televisioni e testate internazionali.

Dodici casi dell’attualità che condizioneranno le nostre vite, studiati con la lente della geopolitica umana.

Viviamo una fase di egemonia contrastata. Antagonisti sfidano apertamente la supremazia statunitense, senza timore di incappare nella rappresaglia di Washington. I russi invadono l’Ucraina riportando la guerra nel continente europeo, gli iraniani colpiscono Israele tramite Hamas, i cinesi soccorrono Mosca e Teheran, mentre ci ricordano, a ogni esercitazione militare, che Taiwan dovrà tornare a loro, con le buone o con la forza. La Turchia conquista porzioni d’Africa mentre guarda all’Asia Centrale, la Germania è tormentata dalle sue divisioni interne, il Messico prova a stabilire da che parte stare. È dunque necessario immergerci nel mondo e provare a comprenderlo con strumenti nuovi. Ma come? Dario Fabbri ci guida applicando ai massimi temi dell’attualità il metodo della geopolitica umana. In cosa consiste? Nello studiare i popoli adottando il loro sguardo, approfondendo storie, lingue, antropologie, psicologie degli altri. In questo modo potremo comprendere la depressione degli americani, le pulsioni dei russi, le difficoltà dei cinesi, i cambiamenti nelle collettività tedesca e israeliana, il punto di vista di turchi e persiani, le contraddizioni dell’India, il dipanarsi della guerra israelo-palestinese, il perché di Brexit, la sospensione del nostro paese. I grandi eventi hanno cause più profonde di quello che immaginiamo. Dario Fabbri mostra ai lettori la differenza tra ciò che appare in superficie e la reale sostanza del nostro tempo. La crisi morale degli Stati Uniti, il peso di Taiwan, la questione russa, le contraddizioni dell’India, le proteste in Iran, la guerra di Gaza, l’immobilismo del nostro paese. Dodici casi dell’attualità che condizioneranno le nostre vite, studiati con la lente della geopolitica umana.

Sotto la pelle del mondo di Dario Fabbri, Editore Feltrinelli, data di uscita 24 settembre 2024, 224 pp., 18 euro


Dario Fabbri è un analista geopolitico e giornalista italiano. Ha lavorato dal 2013 a gennaio 2022 per la rivista di geopolitica Limes, di cui è stato consigliere scientifico e coordinatore per l’America. Dal 2022 è direttore editoriale della rivista Domino. Specializzato in America e Medio Oriente, ha scritto per diverse riviste italiane, come Gnosis, e internazionali, come Conflits, e ha firmato commenti per Italy Daily, il supplemento italiano dell’International Herald Tribune e per i quotidiani nazionali La Stampa e il Riformista. È stato autore dei podcast Stati di tensione (Chora Media), Imperi (Rai), Grandi leader e comunità (Intesa San Paolo) e Nove Minuti (Rai). Tra i suoi titoli, “Geopolitica umana. Capire il mondo dalle civiltà antiche alle potenze odierne “. “ Atlante storico. Dal Novecento ai giorni nostri”, Sotto la pelle del mondo”.

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